Il manifesto

Il futuro è di nuovo umano.

Nell'ultimo decennio siamo più connessi che mai. E, in qualche modo, non ci siamo mai sentiti così lontani.

Scrolliamo. Swipiamo. Matchiamo. E continuiamo a scrollare.

Passiamo ore sullo schermo; a dieci metri, restano estranei.

Il contatto merita di meglio.

Prima che gli appuntamenti diventassero un algoritmo, ci si conosceva tramite le persone: un amico, il bar, chi metteva insieme due sconosciuti.

Il matchmaking non era avere infinite opzioni. Era trovare la persona giusta.

Palasor riporta quella cosa in città. Niente swipe infiniti, niente centinaia di profili, niente caccia al prossimo migliore.

Quando la tua zona è partita, ogni mercoledì alle 19 Palasor ti scrive su WhatsApp: una persona, una presentazione, una ragione per vedersi.

La tua città è già piena di gente che vale la pena conoscere. Il problema non è avere più opzioni: è avere motivi migliori per uscire.

La tecnologia doveva avvicinarci. Invece stiamo doomscrollando gli uni accanto agli altri.

L'AI ti scrive su WhatsApp per fare la presentazione e resta in mezzo per qualche battuta, finché non vi siete visti. I numeri restano privati.

Perché il contatto che conta non succede su uno schermo. Succede dal vivo: al caffè, al bar, in un ristorante, in palestra.

Inizia a trovare chi meriti di incontrare.

Solo su Palasor.